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Sto passando buona parte del mio tempo con mio padre e mia madre, ormai molto anziani e non piu' totalmente autonimi, e' un regalo che mi faccio e faccio loro, forse non me lo merito visto che in questi anni li ho un po' trascurati, la loro vicinanza mi porta sempre piu' ad apprezzare il loro amore nei miei confronti...........,debbo loro molto!, ed ora che la loro salute e' fortemente compromessa ho un grande pentimento............................, ho ricevuto molto, ma forse non li ho ripagati abbastanza.
Ieri sera abbiamo cenato insieme ed e' stata una sensazione disperatamente commovente, i loro atteggiamenti i loro sguardi i loro movimenti le loro parole erano pieni di una sconvolgente finzione, la loro e' in questo periodo una disperata recita, e' non volersi arrendere al tempo ed e' come correre su e giu' per una nave a chiudere ogni falla, senza un momento di riposo e sempre intrisi d'acqua, nonostante cio' sono sempre loro....mio padre e mia madre, sono coloro che hanno traghettato nella mia coscienza di ragazzo e di adulto, con il loro passaggio, i grandi valori che muovono e che continueranno a muovere l'umanita'.
E con grande tristezza noto ogni giorno che passa, una condizione nuova di sofferenza, come un guerriero che piano piano vede svanire il suo splendore, la sua potenza ed a un tratto si accorge, oltre tutto che le sue armi sono ormai sfinite e non piu' in grado nemmeno di difenderlo.......................sono vecchie.
Nei loro volti ho ritrovato la dolcezza di sempre, quasi nascosta da quelle pieghe sempre piu' evidenti e che sottolineano l'inclemenza del tempo ed il meccanismo fatale che ci porta al termine della nostra vita, guardandoli negli occhi ho letto la sofferenza morale, il dispiacere dell'abbandono della famiglia, della societa, del loro micro cosmo, scrutandoli attentamente ho visto anche la dignita' con cui affrontano la solitudine pur sapendo che tutto cio' stritola la loro anima. Li ho visti anche cercarsi come per confermare la loro presenza. Durante la cena, mia madre ha tenuto gli atteggiamenti dolci e servili come sempre faceva quanto vivevo insieme a loro, era cosi' felice di continuare qualcosa che aveva sospeso 25 anni fa. Tutto cio' mi commuove profondamente, anche ora mentre scrivo, ma sono anche felice, se pur con un velo di malinconia, di averli ancora con me, poterli vedere, poterci parlare e toccarli mi fa sentire un privilegiato e di cio' posso solo esserne grato a Dio.
Questo stato di cose mi ha tenuto sveglio quasi tutta la notte......., sveglio per pensare e ricordare ed ancora pensare e ricordare................, ricordavo quanto ero ingiusto con la vita stessa nel pensare di voler diventare grande in fretta, a tutto il tempo libero speso male. E' proprio cosi' un bel giorno ci svegliamo e scopriamo per magia che il tempo diventa stretto non ci basta piu' per fare cio' che dobbiamo e capiamo che la fine della giovinezza e' terribile, non tanto perche' sottrae molte cose, ma piuttosto perche' le apporta, compresa la consapevolezza che tutto si sta dissolvendo.
Forza!!!! mettete in atto cio' che mi avete insegnato............................. , e cioe' di non mollare ................................MAI!!! Sono diverse volte che affronto con una mia amica un problema, anzi il problema di cio' che nella vita si vorrebbe fare e non si fa, come dire, "VORREI MA NON POSSO". Certo che a volte presi come siamo nella vita di ogni giorno, da problemi nel lavoro, da impegni di varia natura, ed anche di salute, non ci accorgiamo che la vita scorre, o meglio trascorriamo la vita in un domani diverso che non verra' mai, accumuliamo denaro, case e beni nella speranza che un giorno queste ricchezze ci serviranno per vivere meglio, lasciamo passare il tempo nella convinzione che tutto cio' diventi verita'. Ma la verita' e' nel nostro presente, e' quella che nel turbine caotico di ogni giorno non ci fa accorgere degli attimi che da soli valgono una intera esistenza .......per il loro significato, per il loro spessore, per la loro qualita'. Sto provando da un po' di tempo, ha vivere ricercando proprio quei momenti che prima non vedevo e non apprezzavo, posso dire di averne vissuti gia' molti, ma la mia ricerca e' continua, piu' cerco e piu mi accorgo che le cose che mi rendono felice sono pronte li ad essere vissute, ed allora penso di aver capito una cosa che e' alla base della vita, o meglio di una vita vissuta bene, pensare che siamo sempre al centro del nostro io e cioe' unici e non replicabili.
Certo che il 2008 e' stato e continua ad essere per me un anno all'insegna dello sport, in pratica ho gia' archiviato 13 gran fondo e tutte sui percorsi lunghi per un totale di km.1750 oltre agli allenamenti i cui Km. non sono in grado di quantificare: -GRANFONDO DELLA PACE -GRANFONDO VALLI DELL'ESINO -GARNFONDO DEL CONERO -GRANFONDO DAVIDE CASSANI -GRANFONDO UMBRIA VERDE -GRANFONDO DEL GARGANO -GRANFONDO NOVE COLLI -GRANFONDO COLLI PICENI -GRANFONDO LEOPARDIANA -MARATONA DELLE DOLOMITI -GRANFONDO DEI SIBILLINI -GRANFONDO STRADUCALE -CAPODARCO Ovviamente non mi fermo qui' perche' il programma e' ancora aperto e ricco, faro' per chiudere in bellezza un 2008 splendido in ogni senso una grara di Triathlon a Trani (BA), e dulcis in fundo, campionato del modo Duathlon a Rimini in settembre e chi sa' cosa potra' accadere!!, intanto mi sto allenando oltre che in bici anche nella corsa...............ma forse mi sto montando la testa?. Certo di sacrifici ne sto facendo tanti, alzatacce alle 5,30 del mattino per allenarmi nella corsa, ora di pranzo per allenarmi con la bici, per non parlare poi' delle cose a cui debbo rinunciare. Ne parlo con tanto entusiasmo perche' quello che faccio mi fa star bene e perche' sia da esempio a tanti, giovani e meno giovani, ricordando che lo sport va fatto senza limiti di eta', certo per cio' che uno puo' dare e limitatamente alle condizioni fisiche, e' anche vero che ci vuole grande spirito di sacrificio , adattamento alla sofferenza, uno stato mentale forte ed equilibrato, tutto cio' arriva, percio' perseverate, datevi da fare e ..............siate felici. FABRIX
Non si puo' pensare di avere tutto per se e .....................sempre, per avere bisogna prima dare anche se il costo a volte e' altissimo, ma altrettanto altissimo sara' quello che si avra', questa riflessione e' il risultato di un evento poco simpatico che mi e' accaduto qualche giorno fa' .................e magari era anche inaspettato, mi e' capitato nell'ambiente sportivo, ma magari poteva capitarmi nell'ambiente di lavoro o nella vita di ogni giorno.........., non importa. Voglio pero' citare come esempio una storiella giapponese per far capire che certi atteggiamenti restano immobili e privi del senso vero della vita.
-Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai
giunse nell'aldilà' e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di
curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all'inferno.
Un angelo lo accontentò e lo condusse all'inferno. Si trovò in un
vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti
colmi e pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i
commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi e
scheletriti da far pietà."Com'e' possibile?", chiese il samurai alla sua guida. "Con tutto quel ben di Dio davanti!".
"Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che
si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro
e devono essere rigorosamente impugnati all'estremità. Solo così
possono portarsi il cibo alla bocca".Il
samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che,
per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una
briciola sotto i denti. Non volle vedere altro e
chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il
paradiso era un salone assolutamente identico all'inferno! Dentro
l'immenso salone c'era l'infinita tavolata di gente; un'identica
sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti
degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare
all'estremità per portarsi il cibo alla bocca.
C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia."Ma com'e' possibile?", chiese il samurai.L'angelo sorrise."All'inferno
ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca,
perché si sono sempre comportati così nella vita. Qui al contrario,
ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di
imboccare il proprio vicino".
Eccomi di nuovo, dopo una pausa di qualche mese. L'argomento che mi ha interessato ultimamente e' forte e ho trovato spunto da una trasmissione scientifica, il cui protagonista e' il "PREDATORE". Trovo questo soggetto nel corso della storia dell'uomo sempre presente e mai da solo, perche' insieme al predatore e'stato sempre presente il "COSTRUTTORE", infatti esso ha sempre consentito la crescita' della societa' costruendo tutto cio' che era possibile, arricchendo il tessuto sociale di cose che sono e rimarranno per sempre, di cose che hanno stupito e che non ci sono piu', se non nella memoria storica. I costruttori infondo sono instancabili, i predoni li possono distruggere una, cento, mille volte ma continueranno a costruire perche' amano la propria societa', che vogliono ricca e bella. Ma chi sono in realta' i predoni..............ieri come oggi sono soggetti sdradicati dalla terra, senza una patria ideale, senza un credo religioso, senza una coscienza solidale, in ogni periodo della storia anno lasciato devastazione, miseria e dolore . Ma oggi dove sono ? chi sono?, bhe! l'elenco e' ricco: sono i mafiosi, i signori delle guerre, i finanzieri che fanno solo profitto indiscriminato, sono i grandi trafficanti di armi e di droga, sono anche nella politica che aggravano la crisi mondiale del cibo e dell'energia, sono i terroristi che in nome e per conto di un credo senza riferimenti, si immolano distruggendo vite che nulla hanno a che vedere fino a qualche attimo prima con la morte. Tutto cio' e' dissacrante rispetto alla dignita' ed al buon senso che regola la vita del costruttore o se si vuole della societa' costruttrice ed allora secondo me questa lotta continuera' ancora....................., non c'e' da illudersi, ci saranno sempre, e sopravviveremo a loro solo se riusciremo a difendere i nostri valori fondanti.
Tenace, scaltro e provocatore. Costante Girardengo e' stato uno dei corridori piu' famosi e amati del ciclismo. A trent'anni dalla morte, il cui anniversario ricorre sabato, il suo nome ancora risuona nelle menti degli appassionati e, grazie ad una celebre canzone, di tutti gli italiani. 'Campionissimo', come lo defini' Emilio Colombo, direttore della Gazzetta dello Sport dell'epoca. Quel soprannome, che poi sara' di Fausto Coppi, bene si addiceva a quell'omino di Novi Ligure, 165 cm di nervi e talento. Ed e' proprio nel paese in provincia di Alessandria che inizia la storia di Girardengo, il 18 marzo 1893. Costante e' il quinto di sette figli. I genitori hanno un'osteria, lui studia fino alla sesta, poi lavora nell'attivita' di famiglia, in un laboratorio chimico, presso un armaiolo e all'Alfa di Tortona. La sua storia di sportivo comincia con un confronto fuori dagli schemi. Un altro campione dell'epoca, Dorando Petri, reduce dall'impresa di Londra 1908, torna nella sua citta' di nascita e sfida nella piazza del mercato chiunque ne abbia desiderio a rincorrerlo e a raggiungerlo con qualunque mezzo: Costante non ci pensa due volte, inforca la bici e batte l'eroe della maratona. E' il suo primo premio, le prime due lire guadagnate. Ma il padre non apprezza la passione del figlio che, seppur dotato, non vuol saperne di lavorare ed e' sempre con la testa alla bici. Lo scontro si fa aspro e un giorno, quando Costante ha quattordici anni, il padre preso dall'ira gli scaraventa la bicicletta dalla finestra. Ma il giovane Girardengo e' testardo e convince il genitore a suon di vittorie e a diciotto anni ha gia' un bel gruzzolo da parte. Inizia a correre nel 1909, a diciassette anni lo pagano gia' 6 soldi al chilometro in caso di vittoria, mentre nel 1911 i soldi diventano 12 quando conquista 22 delle 29 corse a cui partecipa. Ma e' del 1913 l'impresa piu' bella: si disputa il campionato italiano ad Alessandria e Costante, che sta facendo il militare a Verona, chiede una licenza, partecipa alla gara e vince. Tornato in caserma, viene punito con quindici giorni di cella di rigore e trenta di prigione semplice. Lo stesso anno vince la Roma-Napoli-Roma, granfondo di 610 chilometri. Saranno ben nove i titoli tricolori, con due Giri d'Italia (1919 e '23), sei Milano-Sanremo (1918, '21, '23, '25, '26, '28), tre Giri di Lombardia (1919, '21, '22) per un totale di 128 successi su strada e ben 965 in pista. Gli manca, al contrario di quanto accade al suo contemporaneo Bottecchia, la grande vittoria internazionale (unico successo nel 1924 al Gp Wolber), che lo fa entrare in contrasto con Henry Desgrange. Il patron del Tour de France provoca Girardengo in piu' di un'occasione dicendo che ha paura di confrontarsi con il suo corridore di punta Henri Pelissier, ma lui non cede e anzi rilancia. Il 26 luglio del 1923, anno in cui "Bottescia'" si piazza secondo alla sua prima partecipazione alla Grande Boucle, scrive una lettera a Desgrange in cui invita "tutti i corridori del mondo a incontrarsi con me in una corsa a cronometro di 300 chilometri sul percorso, ad esempio, della Milano-Sanremo. Se si considera che le strade italiane mi sono favorevoli, io accetto un percorso su strade straniere dai 300 ai 600 chilometri anche sulle strade del tipo Galibier e Izoard. Posta per ciascun incontro di lire 50.000. Epoca degli incontri a scelta degli avversari. Da oggi io sono pronto. Costante Girardengo". La sfida non si realizza, ma Girardengo conferma la sua passione per le sfide che lo portera' a gareggiare per venticinque anni: di qualche anno prima, 1914, la vittoria nella tappa del Giro d'Italia piu' lunga della storia, la Lucca-Roma di 430 chilometri. L'ultima gara la vince a 43 anni dopo essersi confrontato con tre generazioni di corridori, da Gaetano Belloni (che per causa sua si guadagno' l'appellativo di 'eterno secondo') ad Alfredo Binda (che lo fece soffrire molto soffiandogli il Mondiale del 1928). Dopo il ritiro dall'attivita' si dedica prima al tiro a volo, diventando azzurro, per poi essere nominato commissario tecnico della Nazionale di ciclismo e guidare nel 1938 Gino Bartali alla prima vittoria al Tour de France. S'impegna fondando un'azienda di biciclette che porta il suo nome, mentre la sua carriera e' caratterizzata dal rapporto con il bandito Sante Pollastri (o Pollastro). Si spegne ad Alessandria il 9 febbraio del 1978. I genitori lo chiamarono Costante, ma nella sua vita Girardengo sembro' impegnarsi per avere un'esistenza diversa, fuori dagli schemi. Duro, tenace e provocatore, poco costante, ma per sempre Girardengo, il Campionissimo.
SCRITTO DA UN GIORNALISTA SCONOSCIUTO...................................................DOPO LUNGHE RICERCHE.
Qualche giorno fa, ho cambiato qualche cosa nella routing degli allenamenti che sto facendo, sono andato a correre al mattino prestissimo, praticamente partendo alle 6,45 sono partito con il buio. E' stato bellissimo perche' la strada da percorrere era libera dal traffico, si vedeva solo qualche persona, forse insonne, che gia' passeggiava. Tutto fino al nono chilometro sembrava normale e piacevole, fino a che........... rientrando assisto ad uno spettacolo mozzafiato,"il sole rosso che sorgeva", i raggi colpendo il mare i prati ed altre cose, dava loro un aspetto meraviglioso ed esaltante, mi sono emozionato ed ho provato una sensazione di incanto, mi sono sentito parte di quel grande mistero che muove ogni cosa, era come se il mondo e tutte le sue stupende componenti si svegliassero, il ritmo con cui il sole sorgeva da lento sembrava sempre piu' agile e potente, e' stato per me un momento magico perche' rincorrevo l'aurora, contemporaneamente aumentavo il ritmo di corsa trascinato da quello spettacolo senza pari, non sentivo piu' la fatica, bensi' mi sentivo parte attiva di un evento straordinario che si produce nell'universo. E' proprio vero siamo tutti protagonisti e lo saremo ancora di piu' nel momento in cui riusciremo a vedere ed a godere di queste cose, lo saremo ancora di piu' quando la nostra visibilita', la nostra curiosita', la nostra coscienza riuscira' a recepire queste sensazioni. Gli spettacoli che la natura ci propone sono infiniti, gran parte di essi ci girano attorno continuamente sperando di essere visti, ed allora apriamoci ad essa ed osserviamo con attenzione tutto cio' che si evolve...................solo allora sapremo misurare la nostra grandezza e riprendere questo viaggio pieni di voglia di vivere......................basta volerlo, non costa nulla ed e' proprio quello che non costa nulla che ci colma di attimi felici. Io ho gia' scelto da un po' di tempo................ho scelto di sciogliere i lacci che mi stringono e che mi stritolano................, ho scelto di vivere gustando ogni attimo della mia vita.
QUESTO POST LO DEDICO A ..............................TUTTI QUELLI CHE LO LEGGERANNO.
IL VIDEO A.........................................TUTTE LE FANCIULLE BIONDE E CON GLI OCCHI AZZURRI, CHE RAPPRESENTANO SECONDO ME IL GIALLO DEL SOLE E L'AZZURRO DEL CIELO.
La storia siamo noi perche' la memoria siamo noi, perche' registrare e' non dimenticare..........................e come possiamo dimenticare cio che non doveva accadere ma e' accaduto dal 30 gennaio 1933 all'8 maggio 1945 l'OLOCAUSTO o peggio ancora una FOLLIA RAZIALE nei confronti degli Ebrei.
Ogni anno in questo periodo si celebra la giornata della MEMORIA, ma quanti sanno veramente cio' che e' accaduto?, i miei ricordi mi portano alle elementari quando la mia maestra ci conduceva tutti in fila alla mostra fotografica sullo sterminio degli Ebrei. Tutto veniva organizzato alla scuola principale che era al centro del paese, li' in un ampio spazio esposte su delle improvvisate bacheche ci mostravano con tutta la sua crudezza quelle immagini strazianti, forte fu' per me' quell'impatto e mi turbo' a tal punto da riconsiderare gia' allora il ruolo degli adulti nella societa', traevo da quelle orrende immagini un urlo di dolore,"non fisico" ma di disperazione, pensavo.... e tentavo di quantificare il grado di dolore di un bambino, di una mamma, di un papa', di un fratello mentre venivano in un attimo strappati ai loro affetti.......e guardando quei volti impressionati in quelle foto grigie, mi chiedevo, puo' un essere umano adoperarsi in quel modo verso un altro essere umano.
La risposta me l'ha data gli anni, le esperienze, percio' il tempo che passa, purtroppo si' l'uomo spesso si impantana in situazioni incontrollate ed incontrollabili e non c'e' nessun storico, nessun sociologo, nessun esperto in comunicazione sociale che puo' giustificare, se pur tecnicamente o in modo storiografico quanto e' accaduto, secondo me' tanto per evitare retorica o termini in voga in questi giorni "L'UOMO CON QUESTO GESTO A ANNICHILITO LA SUA COSCIENZA" .
Meditare, riflettere, riconsiderare............ e' un dovere di ogni singolo che abbia anche solo per un momento la luce della coscienza, i buoni propositi che spesso abbiamo di fronte a questi eventi sono nullita' rispetto ai gesti concreti.........
Chiudo con una poesia di PRIMO LEVI che e' sopravvissuto all'orrore dei Lager, lo stesso orrore che lo porto' ha non trovare mai la soluzione al suo dilemma.
SHEMA'
(Ascolta)
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e volti amici:
Considerate se questo e' un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un Si' o per un No'.
Considerate se questa e' una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza piu' forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo e' stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfascia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Ed aggiungo ancora una poesia di "CARMELO SCACCIA" che mi ha molto toccato:
L'URLO DELLA FORMICA
Più delle botte che mi anneriscono il corpo, più della fame che mi scava nel ventre, più degli sputi che mi bagnano il viso, sono questi numeri inchiodati nel polso ad annullarmi, cancellando il mio nome e tramutandolo in una distesa infinita di segni in cui annego fra muggiti di vetro e sangue di bestie all’addiaccio che mi rassomigliano.
E’ da due mesi ormai che quei numeri mi hanno preso per mano, e mi affondano, ogni giorno di più, là dove non c’è più colore; là dove il mio essere unico al mondo diventa una poltiglia di larve col nome di “uomini”; là dove Hitler cercò di creare il paradiso su una distesa di ossa uguali...
Mi rimane un unico urlo adesso, prima che la neve mi affoghi nel suo fetido grigiore che puzza di piscio:
“Il mio nome è stato e resterà per sempre Primo Rossi; fui padre di 2 figli fuggiti per un camino e marito di una moglie cattolica uccisa dall’ignoranza. Li amai tutti, uno per uno, in quantità uguale ma in maniera diversa rispettando le loro differenze: Giorgio l’amai per il sorriso, Lucia l’amai per la fragilità e la bellezza che custodivano le su efasce appena comprate e Maria...Maria l’amai per i suoi seni, per i suoi occhi, per le sue labbra che profumavano di donna, per la sua anima, e per il suo nome unico al mondo.”
 Parola di ex fumatore...........................fumare e' una follia. La discussione e' aperta da tempo; mi capita diverse volte di affrontare questo tema quando vedo qualche amico fumare, saro' anche un rompi scatole, ma non mi astengo mai dal sottolineare che crea danni spesso irreversibili.
Il piacere di fumare una sigaretta dopo un caffe', dopo un pranzo, mentre si fa salotto o dopo un atto d'amore potrebbe sembrare sublime, in realta' puo', anzi lo e' sicuramente, ma! c'e' la contropartita, e' un piacere che costa molto; in termini scientifici e' conclamato che il fumo ci porta a vivere meno, per non parlare poi che 80% delle malattie polmonari ed il 40% delle malattie cardio vascolari sono causate da esso, puo' sembrare retorica, ma e' la realta'.
Detto cio' per me che non fumo e' ogni volta una battaglia aperta e non "Persa", nel convincere qualcuno a smettere; oltre ad appassionarmi, questa lotta mi ha dato nel corso di questi anni anche soddisfazioni, sono riuscito in alcuni casi a far smettere, ed in altri a rallentare questa dipendenza.
Ho diversi amici che praticano sport e che nel contempo fumavano.............pessima cosa, perche', per chi fa sport ad un buon livello immettere fumo significa farsi un danno maggiore, aumenta anche la dipendenza e crea danni maggiori rispetto a chi sport non ne fa," anche questo e' scientificamente provato". Ci sono diverse strade per smettere, assumere dei farmaci, essere seguiti da qualcuno che ti martella continuamente presentandoti il conto dei danni ogni volta che ti vede fumare, oppure in occasione di una malattia seria ma sanabile.
Al di la' di tutto quello che si puo' utilizzare per abbandonare questo vizio subdolo e perverso, deve esserci la volonta' e la motivazione per abbandonarlo, bisogna percio' mettere in campo tutto quello che c'e' di meglio in noi, la determinazione, la forza di volonta', la tenacia, la perseveranza, ed essere motivati dal fatto che le nostre aspettative di vita in salute sono piu' lunghe e ci consentira' di vedere il mondo sempre con ottimismo ed a colori, percio' per smettere non e' mai troppo tardi.
Vorrei tanto, ma solo marginalmente posso trasmettere le mie sensazioni, "Quelle di un non fumatore", pero' una cosa posso fare, dire che questo mi consente ancora oggi di fare attivita' fisica a livelli inimmaginabili rispetto ad altri della mia eta' che.........................................................................., non percorrere quella strada fumosa, grigia e triste (si perche' la dipendenza mi mette tristezza) mi ha dato questa grande opportunita', misurarmi sempre con gli eventi senza essere offuscato da quella stupida, ridicola e piccola cosa, cosi' piccola che ci stende.
Ed allora ogni volta che questo desiderio vi prende....................................................................proprio in quel preciso momento...................................senza pensarci due volte............................................................................."fate l'amore", ovviamente se ne avrete l'opportunita'!!!!!!!!!.
FABRIZIO, verosibilmente sempre per gli amici. Qualche giorno prima di Natale ho ricevuto un graditissimo regalo,..............un libro, il titolo "Non ti muovere" , per uno come me, che mette la lettura tra i primi posti nella graduatoria delle cose belle da fare, e' stato veramente da parte di chi me lo ha regalato, un gesto di grande sensibilita'.
Ho finito di leggerlo solo qualche giorno fa', non perche' non mi sia piaciuto!, tutt'altro, l'ho gustato.....e riletto alcuni passaggi; personalmente non ho mai apprezzato gli scrittori Italiani, qui' la Mazzantini mi ha fatto ricredere. Ho trovato questo romanzo o meglio questa storia, cosi' forte, da centrare e mettere in luce gli abietti meccanismi che gli uomini mettono in campo in queste circostanze, la violenza, l'inganno e la autocommiserazione, per fronteggiare situazioni che pensano di controllare ma che in realta' a volte gli scappano di mano, che li travolgono e li stupiscono allo stesso tempo. Le storie forti come questa, descritte da una donna, percio' da una sensibilita' autenticamente femminile, mettono a nudo le parti piu' deboli e nascoste di noi uomini, fa capire che le cosi' dette vite normali, sono solo apparenti percio' sature di ipocrisie, sono quelle che non ti scuotono, che non ti tormentano, che non ti fanno esplodere come una super nova; la vita vera e' fatta di storie vere, di quelle ti spaccano il cuore, che ti travolgono, che ti conducono su strade sconosciute.....da scoprire. Nel caso specifico la scrittrice adempie in modo totale a scoprire nell'uomo, che come in questo caso, se e' stretto all'angolo, davanti al dramma mette la sua coscienza allo scoperto, e lo pone di fronte a delle scelte, che fino a quel momento hanno preso tempo per decidere; ed ancora una volta.......credo che se non ci fosse la donna......cosi' candidamente complicata e cosi' perfettamente presente in ogni momento, la nostra vita ripiegherebbe su se stessa, come un libro appena finito di leggere.
Le mie esperienze personali, mi inducono a considerare un aspetto della vita, che piu' volte ho ribadito nelle mie riflessioni, quando gli interessi sentimentali e quando i desideri tra due soggetti si spengono, non si puo' restare al buio, non si puo' aspettare che qualcosa accada, non si puo' pensare ad ogni cosa con rassegnazione, non si puo' imbarcare acqua ed aspettare che qualcuno ti salvi, bisogna invece scavare dentro di noi senza pieta'.........., per ritrovare quella strada ...............che ci riporta indietro a riprovare uno stato d'animo che pensavamo perduto per sempre e che in realta' il nostro cuore non ha mai dimenticato. I rischi che si corrono sono sempre gli stessi, di non essere capiti, di essere male interpretati, di finire agonizzanti e disperati nella piu' cupa solitudine................., restando cosi' immobili e mantenento due binari che si sa!!!!! non si ricongiungeranno mai. Percio', secondo me e' importante che gli slanci del cuore non debbano mai essere fermati......perche'............................ "il pentimento uccide".
Chiudo questa riflessione ringraziando chi mi ha regalato quel libro, che neanche a farlo apposta e' ancora una "Donna", e come tante altre donne e' bella dentro e bella fuori.
Alla fine dell'anno si dice " speriamo che il nuovo sia migliore ", in realta' lo diciamo perche' l'anno che se ne va e' ormai storia che si aggiunge alla storia della nostra vita, e' un tassello che compone con le sue esperienze felici e non il nostro percorso; personalmente lascio alle spalle momenti magici che avrei voluto non finissero mai, lascio cose smarrite.....alcune per sempre, sensa possibilita' di replica, lascio esperienze che mi hanno arricchito ed altre che non mi appartengono piu'. I buoni propositi in me non mancano mai, e faro' come sempre del tutto per poterli concretizzare.
Spero di poter dare ancora molto......... anche se ha volte il prezzo e' alto....altissimo.
L'augurio che faccio e che mi faccio per l'anno che verra' e' di scovare in noi un amore sempre nuovo, lucente, non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita, bisogna alimentare in noi le passioni e trovarci sempre davanti a situazioni nuove e che non conosciamo, l'amore può condurci all'inferno o in paradiso, e comunque ci porta sempre in qualche luogo percio' e' necessario accettarlo com'e', perchè esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. E' necessario ricercarlo là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza, nel momento in cui partiamo in cerca di esso, anche l'amore muove per venirci incontro, e ci salva.............................perche' nonostante siamo infinitesimalmente piccoli rispetto all'universo il nostro cuore e' unico............................. inconfondibilmente autentico. Felice anno a tutti con un inno all'amore........
E' scoccata la mezzanotta da poco, e' il 29 Dicembre............ed inizio con le parole della mia mamma " Mi sembra ieri "; e' vero la mia storia come quella di tanti sembra che si sia svolta in un tempo brevissimo, tanto che i ricordi sono cosi' fluidi e presenti da toccarli, potrebbe sembrare una sciocchezza, ma in realta' non c'e' periodo della mia vita a cui non sia legato a dei ricordi in modo indelebile, tutto nella mia mente e' chiaro sembra che una fotocamera abbia impressionato in me' i fatti che si sono rincorsi.
Rimembro ad esempio con affetto e custodisco ancora oggi con gelosia, la mia prima fuga verso la liberta', avevo da un anno preso la patente ed appassionato com'ero di auto da corsa, incontrai sulla mia strada un meccanico gia' molto anziano, si occupava di preparare auto da competizione, ovviamente modificando quanto piu' era possibile, un giorno mi propose di acquistare un'auto e precisamente una cinquecento pronta per gareggiare, ho riflettuto per due giorni, dopodiche' accettai e la acquistai, con non so quali sacrifici riusci' a pagarla, ma alla fine era mia.
Inizia cosi' la mia storia di pilota a quattro ruote ovviamente nascondendo la cosa ai miei genitori, ( chi l'avrebbe mai detto che dopo molti anni sarei passato alla due ruote!!!!!!) allora le uniche corse alla portata delle mie risorse finanziarie erano le famose cronoscalate; la mia prima inizio' proprio sulle mie amate montagne e cioe' da Sarnano a Sassotetto, tutto comincio' il venerdi' sera quando con i miei "Tifosi Amici" trasferimmo il mio bolide a Sarnano in un garage a pagamento, al mattino seguente e cioe' il sabato mi recai di buon'ora allo stesso garage per prepararmi ad iniziare le prove di qualifica, alla partenza provai una emozione cosi' forte, anzi cosi' violenta che allo start chiusi gli occhi per un attimo ed accelerai.........furono circa 15 minuti di un mixer fatto di tensione, concentrazione, ed esaltazione.....arrivato in cima dopo gli 11 Km. talmente ero emozionato che non riuscivo a scendere, ricordo infatti che un mio amico mi apri' lo sportello mi slaccio' le cinture e mi disse oh!!!oh!!!oh!!! sei arrivato, la storia non finisce qui' il giorno successivo e cioe' la Domenica alle ore 10,30 dopo avere atteso il mio turno in fila con altre centinaia di auto si parte, ancora grande emozione, tantissima gente lungo il percorso e soprattutto tanti amici ad attendermi al traguardo, si parte!!!!!!!!!!!!!!!!non vedo la gente ai lati della strada, non sento il rumore assordante della mia mitica cinquecento (che di cinquecento aveva ben poco), vedo solo i rettilinei, le curve, il mio contagiri, la pressione dell'olio e.............finalmente vedo una bandiera a scacchi sventolare davanti ai miei occhi, dopo 15 lunghi interminabili minuti.
Ecco questo e' uno dei tanti ricordi che mi e' rimasto dentro, giudicando oggi questo fatto, posso dire, che fu probabilmente un gesto coraggioso, e anche un po' troppo audace, rischiai molto, la mia incolumita', il fatto poi che nascosi per almeno un anno e piu' ai miei genitori questa mia passione, non e' stato molto corretto, pero' con quel gesto iniziai a verificare quali erano i miei limiti, cosa ero capace di fare e maggiormente iniziai a credere di piu' in me stesso.
Che belli furono quegli anni, oggi mi riempiono di gioia ma anche di tanta maliconia ricordarli..................., questa e' la ragione vera per cui non amo molto il 29 Dicembre di ogni anno, non lo amo perche' e' un anno che se ne va' e mi mette tristezza, potrebbe sembrare egoistico, ma vorrei ancora viaggiare a lungo su questo treno della vita, pensando sempre che l'ultima stazione non sia stata ancora costruita..............................percio' c'e' da attendere prima di scendere.
Mah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!, Buon compleanno lo stesso Fabrizio. Come sempre il Natale e' arrivato..................................le luci, i regali, i sorrisi, gli auguri, tutto cio' e' importante, ma non e' tutto, e' solo una parte e cioe' la parte che sempre appare nella festa cristiana piu' importante dell'anno.....pero'.......c'e' anche quella meno evidente; quanti sanno che quel bambino che questa notte nascera' e' lo stesso bambino che in questo momento sta nella piu' sperduta capanna africana senza cibo nello stomaco?, o lo stesso bambino che e' in uno dei tanti orfanotrofi sparsi per il mondo privato degli affetti piu' elementari?, o lo stesso bambino che sta soffrendo in uno dei tanti ospedali.......................? e potrei continuare chissa' per quanto, ma non voglio rendere triste un evento che a dir poco deve essere splendente, magari come la cometa' che traccio' la giusta via accompagnando gli uomini di buona fede fino alla capanna della nativita', e che da sempre rappresenta per noi cristiani la nascita, percio' il mistero della vita.
Riflettere...............e pensare......................, magari anche se per pochi attimi, ai bambini del mondo, indipendentemente dal colore della loro pelle, e' importante............. perche' rida' un po' di luce al nostro cuore e con essa un po' di umanita', "Il Natale per me e' anche questo".
Io questa sera l'ho fatto, ho guardato attentamente un bambino di circa un anno, mio nipote, ho scrutato i suoi occhi, i suoi atteggiamente, i suoi sorrisi, ed ho visto in quel bimbo tutti i bambini del mondo, ed abbracciandolo li ho teneramente abbracciati tutti.................,
BUON NATALE Una su tutte mi sento di elevare agli allori , e' stata la "GRANFONDO DEI SIBILLINI" per me un'impresa ciclistica senza precedenti, soprattutto alla mia tenera eta'; voglio onorare quella eroica giornata ricordando un ragazzo che quella domenica di Luglio per tutti i 155 km. e con il tempo di 7 ore 10 minuti e 44 secondi e' stato al mio fianco, lo ricordo per la sua costante domanda "COME STAI ?" ed alla mia risposta "NON SENTO LA CATENA", lo ricordo con il volto sorridente e raggiante, lo ricordo sofferente negli ultimi 15 km. incoraggiarmi a raggiungere il traguardo da solo, lo ricordo perche' e' veramente un ragazzo il cui animo e' pieno di nobilta' e' modestia................, questo lo rende GRANDE; questo ragazzo si chiama LIBERO........................, e quel giorno il vero eroe e' stato Lui.
Caro LIBERO sono onorato di avere un amico come te, l'unico vero regalo che mi sento di farti e' questo video che ti riportera' sicuramente con il cuore ad assaporare quel giorno che per me resta indimenticabile.
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